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QUANDO




 

di Corrado Barbieri





Quasi tutte le canzoni di Luigi Tenco sono senza tempo. Se dei due giganti poeti/musicisti italiani, lui e Fabrizio De Andre', e' senz'altro Faber il piu' profondo, quello che usa una varieta' di parole e metafore da grande poeta, quello che affascina con versi criptici, e musicalmente con ritmi e melodie inusitate, Tenco e' quello che piu' riesce a trasmetterci il suo sentire, che puo' comprendere tutti i nostri stati d' animo, quelli quotidiani, quelli che nella vita prima o poi proviamo tutti di fronte agli eventi sentimentali, ai problemi materiali, a quelli sociali, alla solitudine, alla disillusione, alla rabbia, alla nostalgia.
E lo fa poetando lievemente e con melodie classicheggianti, instaurando un rapporto intimo e diretto con chi ascolta.
Si tratta solo di iniziare la scelta tra un numero consistente di canzoni, che per ragioni del tutto personali ho fatto cadere su "Quando".
Siamo nel 1961, comincia a girare un 45 con copertina bianco e nera ed eitchetta nera : fulminera' tutti e non si cessera' di ascoltarlo per giorni. Non e' la prima composizione di Tenco, ma le altre non si conoscevano ancora, e questo e' da considerarsi il primo successo. Un'edizione orchestrata in modo classico, con piano ed archi, che non apparira' mai piu' nelle edizioni successive e che rimane di gran lunga la piu' bella . Una bella poesia, che alla ripresa di ogni refrain vede i violini aumentare di presenza a sottotolineare lo struggimento per un amore perduto a la speranza che ritorni.







 
   
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