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QUEGLI AFFASCINANTI PROFETI


Di Corrado Barbieri

 


 


1888, Paul Gauguin e’ a Pont Aven in Bretagna . Ha trovato li’ l’atmosfera adatta in cui possono scattare le ispirazioni che sta cercando.

Attorno a lui, alla sua forte e, come sappiamo, contraddittoria personalità, si forma un gruppo di giovani artisti entusiasti, anch’essi alla ricerca impellente di nuove strade di espressione artistica.

L’impressionismo, che tanto scalpore ha suscitato poco piu’ di vent’anni prima rivoluzionando per sempre la pittura, sta per essere superato, il fermento di nuove esigenze e’ vivissimo in tutto l’ambiente artistico francese.

Lo chiameranno genericamente post-impressionismo, in realtà si tratterà di diramazioni d’arte pittorica con caratteristiche precise, destinate a concludersi presto, ma in grado di scuotere il mondo artistico, per lasciare il posto a loro volta, e sempre velocemente, ad altre forme, dando vita al periodo forse più affascinante e al contempo piu’ sconvolgente delle arti visive.


Per quegli artisti e quelle opere realizzate la’ in Bretagna, resterà’ la designazione Scuola di Pont Aven. Una pittura en plein air, e sforzando un po’ la fantasia possiamo immaginarvi il maestro Gauguin che si accalora, come sua abitudine, in discussioni sull’arte, sulle tecniche da usare e soprattutto sulla ricerca in corso.

Ed e’ li’ che uno dei giovani adepti, Paul Serusier, un ventiquattrenne che ha frequentato l’ Academie Julian di Parigi, prende una scatola di sigari che e’ a portata di mano, e spiega al maestro cosa vorrebbe. E gli da’ anche un titolo “ Paysage au bois d’amour “.

Lo spunto e’ per un nuovo uso del colore e quella piccola opera rimarrà nota come - Talismano dei Nabis-, i Profeti, nome che darà a questi artisti Auguste Cazalis , esperto di lingue ebraica e orientali . Si raduneranno attorno a Serusier e daranno vita a una pittura nuova e dal fascino straordinario. Quanto al “ Paysage” dipinto sulla scatola di sigari, non si erra definendolo la prima opera astratta ! L’impulso e’ partito , l’arte non è rappresentazione del reale,ma deve riflettere sensazioni, quelle che prova l’artista in quel momento e nelle sue visioni, il tutto attraverso il colore e le immagini.


C’e’ una certa difficoltà nel definire a parole lo stile dei Nabis, che ricercavano piu’ che la forza espressiva la purezza, la sintesi formale, la flessuosita’ della linea, la morbidezza del colore. Se la caratteristica delle loro opere più evidente all’occhio e’ la bidimensionalita’ , l’intento principale dei nabis e’ senza dubbio quello di rappresentare le emozioni attraverso il colore. Ben presente anche l’ispirazione all’arte giapponese,che aveva affascinato prima anche Vincent Van Gogh. Il risultato ultimo e’ una pittura decorativa e intrisa di spunti poetici, che si allontana a grandi passi dal realismo impressionista.


Ma i Nabis possono essere accreditati anche di altro. Bonnard infatti a un certo punto afferma che non vuole che i suoi dipinti finiscano in un museo, ma piuttosto siano riprodotti per il piacere di tanti e usati in varie forme, alla portata di chi li ama : siamo di fronte all’arte di massa ante litteram.


Gli esponenti di spicco del gruppo sono, oltre a Paul Serusier, Emile Bernard, Pierre Bonnard, Henri Cazalis, Maurice Denis, Meyer deHaan, George Lacombe, Felix Vallotton, Eduard Vuillard, Armand Seguin. Da rilevare che il gruppo era attivo su tutti gli aspetti della cultura, musica,letteratura e anche propugnatore di una nuova sensibilita’ artistica .


Nel 1889, al caffè Volpini di Parigi, i Nabis espongono loro opere assieme ad alcune di Gauguin,per poi pubblicare loro scritti ed opere sulla Revue Blanche. Prima dello scadere del secolo tuttavia il gruppo inizia a disgregarsi per disaccordi interni, ma i Fauve stanno gia’ affermando le loro idee e l’espressionismo e’ alle porte, l’arte moderna e’ iniziata !


 

 
   
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