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LA NOTTE INTERIORE DI LEON


Di Corrado Barbieri


 

Passava le notti insonni a vagare per le strade deserte di Bruxelles in cerca di ispirazione.
E’ il pittore belga, nato ad Ostenda, Leonard Spilliaert, vissuto tra la fine dell’Ottocento e il 1946, uno dei periodi più convulsi,straordinari e drammatici dell’umanità, da cui uscira’ quell’autentica cascata di opere d’arte che conosciamo, quelle in grado di suscitare le sensazioni più forti e sconvolgenti.


Le opere dell’artista sono pienamente inquadrabili nel simbolismo, ma la sua tavolozza e’ cupa, come spesso accade agli artisti che intendono esprimere silenzio e malinconia. I colori usati sono tempera, acquerello e carboncino e il nero prevale decisamente sugli altri colori, mantenuti più tenui e spesso addirittura evanescenti. Dipinti in cui affiora un senso di vuoto e di solitudine che può anche sconfinare in decisa inquietudine.


I quadri di Spilliaert riprendono scene e soggetti piuttosto semplici, stilizzati, con linee spesso geometriche ed essenziali, una costa dall’andamento retto, una diga, una strada dritta. Non manca tuttavia nella sua arte l’ aspetto onirico, che da un lato ha l’effetto di “ addolcire” le sensazioni, da un altro fa dell’artista un anticipatore.


Inquietanti per certo anche gli autoritratti, proposti in originali viste di tre quarti, sempre a carboncino. Tutti elementi che hanno contribuito a far definire il suo, “ il simbolismo della notte interiore “.


E’ interessante rilevare, nella storia di Leon, il periodo in cui lavoro’ da giovane per l’editore Edmond Deman, dedito alla pubblicazione di opere degli scrittori simbolisti, che spesso Leon era chiamato ad illustrare. Tra essi l’artista ebbe come preferito Edgard Allan Poe, di cui appare evidente un influsso sulla pittura descritta.

 


 
   
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