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GUANTANAMERA


 

Di Corrado Barbieri

Un bolero che affonda le sue radici nella musica creola di inizi Ottocento, e, dopo la sua apparizione negli anni '50 in Europa, non solo e' uno dei motivi piu' conosciuti al mondo, ma per certo uno di quelli che invariabilmente, quasi obbligatoriamente , muove le persone a cantarlo e ballarlo.
Forse non poteva che essere cosi', per una canzone che passa attraverso le tragedie e le forti passioni che infiammano le vicende cubane a partire da oltre un secolo fa. Un motivo dalla valenza patriottica e al contempo romantica che parla di una " guajira ", una contadina della citta' di Guantanamo ( ma la parola caratterizza anche a Cuba il genere stesso, una sorta di " country ' dell'isola ).





La canzone passa anche tra situazioni turbolente circa la sua paternita', rivendicata da autori diversi. L'autore della musica accreditato oggi e' Joselito Fernandez, che la esegui' per primo alla radio cubana negli anni Trenta, in una trasmissione intitolata proprio La Guantanamera, mentre le parole sono ispirate a un poema di Jose' Marti', eroe dell'indipendenza cubana di fine Ottocento. Sara' pero' il folk singer americano Pete Seeger, vero padre di questo genere musicale a portarla al successo mondiale a fine anni '50. Subito dopo verranno le interpretazioni di Joan Baetz, Trini Lopez, e tanti altri, che la caratterizzeranno come musica in grado di innescare al suo ascolto il desiderio di eseguirla in coro e ballarla. In Italia non ci sara' negli anni Sessanta e Settanta un contesto danzante in cui a un certo momento della serata, quasi sempre al culmine, l'orchestra non esegua il trascinante bolero : impossibile al suo ascolto rimanere estranei allo scandire magico del suo ritmo e delle sue parole.
Bellissima l'iniziativa dei cubani sparsi nel mondo, che hanno postato su YouTube la canzone cantata da 75 diversi esecutori.





 

 

 

 

 

 

 

 
   
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