Menu' Musica
 

LETTERA A GIORGIO GABER


Di Corrado Barbieri

 


La mia convinzione è che non ti capirono, da conservatori, un po’ottusi e sempre schierati come bambini come sono gran parte degli italiani. In merito alle tue composizioni a sfondo sociale ti dico solo che avevi ragione, ed eri un grande libertario. Voglio invece rivolgerti un pensiero per ciò che provo tutte volte che ascolto il tuo repertorio primo, quello romantico, poetico, e anche rock’n roll. Era poesia, poesia urbana, della tua Milano di allora, quella che penso molti ancora ricordino con nostalgia. Canzoni lievissime, carezze le chiamerei, come "Non arrossire", come "Cosi' felice" (quella frase “… col vento nei capelli” come poteva non far pensare alla leggerezza romantica dei primi amori !?), come "Porta Romana", con lo struggente “…d’amore non si muore sarà anche vero, ma quando ci sei dentro non sai che fare”, così vero per i ragazzi di allora.

Poi, quella canzone che non si trova più, né in cd, né su iTunes, "Una notte, di luna e di stelle", forse una delle più romantiche e dimenticate del panorama italiano di sempre, e si trova solo nelle collezioni di 45 giri. E che dire de "Le nostre serate" o "Le strade di notte", dove hai trasmesso tutta la noia che nei vent’anni subentra quando l’amore diventa routine, quando con la “morosa” non hai più niente da dirti, ma ancora non capisci come gira la vita e l’amore, e senti un gran disagio. Beh, di rock’n roll tanto ne hai suonato, con Jannacci, e anche facendo “concorrenza” a Celentano. Sai, preferivo te. Così naturale, semplice, senza un ego smodato come tante star della canzone italiana. Questa per me era la tua marcia in più, la nonchalance, il tuo esibirti rilassato, piacevole, sempre.





 
   
  scrivi a info@corradobarbieri.com