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"THE DOCK OF THE BAY", SUCCESSO FULMINANTE



 

di Corrado Barbieri


Sausalito e' una splendida localita' turistica nella baia di San Francisco, un fiore all'occhiello di cui un abitante di "Frisco" prima o poi finisce per parlarvi.
Le barche, belle, bellissime, ormeggiate sono tante.
E' li' che nasce " Dock of the Bay", poi con l'articolo e il verbo.
Siamo nella seconda meta' degli anni '60, nel 1967 per la precisione, e una caratteristica peculiare di quella travolgente stagione sociale e musicale sono il convivere parallelo dei ritmi folk, le canzoni con contenuti di protesta, sociali, musiche che vedevano la chitarra come strumento principe di accompagnamento, con il Rythm and Blues, erede diretto del jazz, della musica nera. Se le prime infiammano gli animi dei giovani, il secondo infiamma i luoghi del ballo.

In pochi anni, si e' passati dalle melodie zuccherose del doo-wop, dei Platters, delle canzoni romantiche di Elvis che incantava col suo '' Are you lonesome tonight? " che invitava i giovani amanti ad abbracciarsi nel ballo, ai ritmi che riportano all' essenza della afro-americanita', dove il ballo nasce spontaneo, anche con una sola persona protagonista, ma dove soprattutto si puo' esprimere da un lato la propria creativita' senza schemi, non solo con le gambe ma anche con le braccia, il corpo, il viso, dall' altro abbandonarsi in una sorta di trance, di momento culmine per scaricare le proprie pulsioni,la propria vitalita'.
Il mondo intero si adegua facilmente a questa nuova onda, perche' e' qualcosa di naturale, che non necessita si schemi o di regole nella danza, ed e' anche piu' entusiasmante, caricante, se si balla in gruppo.

Sara' presto il momento di artisti trascinanti come Sam & Dave, June Driscoll, Wilson Pickett, Tina Turner, Mirian Makeba, James Brown e di cento altri artisti tra cui Otis Redding.
E' proprio all'interno di una barca omeggiata a Sausalito che Redding compone "(Sitting On) The Dock of The Bay" in quell' estate dolce e allo stesso tempo straripante di vitalita' del 1967. Otis e' nel pieno di un tour dove promuove le sue ultime canzoni e che si protarra' fino all'inverno. E' in dicembre che, con l'aiuto di Steve Cropper, completera' musica e parole della canzone e la registrera' in uno studio di Memphis, sedute che alterna ai viaggi del suo tour, compresa una puntata a Madison nel Wisconsin, dove il 10 dicembre il suo aereo precipita nel lago Monona, uccidendo lui e il suo staff tranne una persona.
Solo tre giorni prima aveva registrato il brano, che da li' a un paio di mesi entrera' come un fulmine in ogni classifica mondiale, sara' pluripremiato e ballato da intere generazioni. Otis non fece a tempo ad assistere a tutto questo, e nemmeno a vedere quei giovani sulle piste da ballo rapiti dalla sua canzone e da quel suo "...Watchin'..." che riecheggia tra le parole e che, con il suo fischiare finale, trasmette un desiderio del tutto speciale di strascicarsi nelle movenze del ballo.


 

 
   
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